martedì 17 gennaio 2012

LA PROTESTA SICILIANA


indifferenza
17 gennaio 2012 - Lo sciopero indetto dai  Movimenti e Aias contro il caro prezzi e la difficoltà sia degli autotrasportatori che delle aziende agricole e non, iniziato ieri in Sicilia, passa inosservato davanti agli occhi dello stampa nazionale. Tranne i Tg locali, avete per caso sentito parlare dello sciopero dei forconi sui grandi network? Le notizie maggiormente battute in questi giorni sono ovviamente l’affondamento della Concordia, che merita certamente tutto lo spazio possibile, la rivolta dei taxi contro le liberalizzazioni e il declassamento dell’Italia da parte dell’Ue. E la Sicilia, che fine ha fatto? Nessuno lo sa, o almeno nessuno se ne interessa. Perché? La protesta della perla del Mediterraneo forse non ha raggiunto l’eco che i Tg nazionali richiedono? Non è proprio così.
I disagi causati dallo sciopero dei tir e non solo, sono notevolissimi. Si pensi che da ieri non arrivano rifornimenti alimentari in molti supermercati, la benzina scarseggia e le merci in arrivo e in uscita dalla Sicilia sono completamente bloccate perché anche le compagnie dei traghettatori dello stretto di Messina hanno aderito allo sciopero. Non è da poco!

domenica 15 gennaio 2012

Stalking: perseguita e violenta ex, processo a Bologna

 Una persecuzione da parte dell' uomo con cui aveva avuto una relazione, un collega di lavoro, fatta di molestie e minacce ma anche di un episodio di violenza sessuale. Una persecuzione andata avanti dall'aprile al dicembre 2009 e che ha rovinato la vita alla ragazza, come e' emerso dalle testimonianze raccolte durante il processo allo stalker, un 37enne di origine napoletana ma abitante a Bologna, davanti al Tribunale. Sentiti cinque testi del Pm, ed e' emerso il quadro di una ragazza che da allora vive una difficilissima situazione psicologica

sabato 14 gennaio 2012

CASTA:I PARLAMENTARI ITALIANI GUADAGNANO OLTRE 16000 EURO AL MESE PIU' LE SPESE DI RAPPRESENTANZA E AI CITTADINI CHIEDONO SACRIFICI.RIBELLIAMOCI!

Oltre 16.000 euro al mese senza considerare le spese di rappresentanza: i parlamentari italiani sono al top dei compensi tra i sei paesi presi in considerazione dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa che ha appena pubblicato i risultati del monitoraggio dei trattamenti economici di deputati e senatori. Secondo la Relazione l’Italia è al top anche per il numero di enti ‘unici’ con una serie di istituzioni, Agenzie e commissioni che non trovano alcuna corrispondenza negli altri Paesi europei (dall’agenzia per i servizi sanitari regionali all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, passando per la Commissione per la valutazione della trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche). Il deputato italiano incassa ogni mese – secondo la tabella messa a punto dalla Commissione – 11.283 euro come indennità parlamentare oltre a 3.503 euro come diaria/indennità di residenza e 1.331 euro per il trasporto per un totale di oltre 16.000 euro a fronte dei 12.600 complessivi di un deputato tedesco e dei 13.500 di uno francese. Da queste indennità sono escluse le spese di segreteria e rappresentanza che valgono per i deputati italiani 3.690 euro erogati al gruppo che poi li ridà al parlamentare per pagare tra le altre cose i collaboratori. Per collaboratori e portaborse in Francia e Germania sono previste indennità molto più alte (9.138 mensili in Francia di linea credito che se non usata si restituisce mentre in Germania sono pagati dalla Camera fino a un massimo di 14.712 lordi per parlamentare). Per i parlamentari spagnoli il compenso è molto più basso con appena 2.813 di indennità per i deputati e 1.823 euro di diaria (per gli eletti fuori Madrid mentre per gli eletti nella capitale scende a 870 euro). I parlamentari italiani hanno comunque vantaggi anche sul fronte dei viaggi con la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea mentre i francesi hanno diritto a soli sei viaggi andata e ritorno fuori dal collegio (e 40 andata e ritorno tra il collegio e Parigi). In Germania c’é diritto alla circolazione libera ferroviaria oltre il rimborso per i voli domestici a pie di lista. La Commissione che nella relazione ricorda che la ricognizione è effettuata entro il 31 dicembre 2011 sarà eventualmente rivista entro il 31 marzo 2012 ha preso in esame 34 tra Istituzioni, Enti, Consigli, Autorità e Commissioni presenti in Italia rilevando come per molti di questi non ci siamo corrispondenze nei sei paesi europei considerati. Mentre nei sei paesi considerati dalla Commissione esistono istituzioni omologhe a Senato, Camera, Corte Costituzionale (ad eccezione dei Paesi Bassi), Regioni, Province e Comuni ma anche al Consiglio di presidenza della Corte dei Conti, alla Commissione per la Borsa e all’Agenzia per il farmaco non c’é invece traccia della Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ma anche dell’Aran (l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) ad eccezione dei Paesi Bassi. Manca negli altri Paesi anche un omologo del consiglio della magistratura militare (non ci sono notizie sulla Spagna per la quale è necessaria una ulteriore analisi)

UFF. STAMPA CAMERA, DEPUTATI GUADAGNANO 5MILA NETTI– L’indennità parlamentare dei deputati italiani “é pari mediamente a 5.000 euro”. Lo precisa l’ufficio stampa della Camera. La cifra di 11.283,28 euro mensili è riferita infatti al lordo. Il netto “risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento”. “Nella giornata di ieri – si legge nella nota dell’ufficio stampa – è stata trasmessa al Presidente della Camera dei deputati dal Presidente della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa, professor Enrico Giovannini, la Relazione sull’attività e i risultati della Commissione medesima al 31 dicembre 2011. Come correttamente precisato nel documento, a pag. 15, i dati contenuti nella Relazione sono del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge. Sicché con riguardo alle notizie diffuse in merito dagli organi di stampa alcune precisazioni si impongono ai fini di una compiuta informazione dell’opinione pubblica”. “Va, innanzitutto, sottolineato che dalla tabella di comparazione contenuta nella Relazione della Commissione – che conferma quanto emerso dallo studio effettuato dagli Uffici della Camera – si ricava che il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica è inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL più elevato”. “Va chiarito, inoltre, che nel documento l’importo dell’indennità spettante ai deputati italiani (pari a 11.283,28 euro) è indicato al lordo delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali. Invece, al netto di tali ritenute – ivi comprese le addizionali regionali e comunali la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato – l’importo dell’indennità parlamentare, che è corrisposta per dodici mensilità, è pari mediamente a 5.000 euro. Tale somma si riduce ulteriormente per i deputati che svolgono un’attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito uguale o superiore al 15% dell’indennità parlamentare. Sono queste, dunque, le cifre cui bisogna guardare per individuare quanto effettivamente viene posto a disposizione dei deputati a titolo di indennità parlamentare. Comparando tale dato con quello degli altri Paesi europei, tenendo conto dei differenti regimi fiscali, l’ammontare netto dell’indennità parlamentare erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento. I dati forniti nella Relazione – nella loro dichiarata provvisorietà e incompletezza – potranno comunque rappresentare un utile elemento di riferimento per le prossime autonome iniziative dei competenti organi parlamentari, volte a rideterminare costi ed emolumenti sostenuti per i deputati italiani, anche con riferimento al regime dei collaboratori”.

FONTI CAMERA: IN FRANCIA, GERMANIA E AUSTRIA INDENNITA’ PIU’ ALTE - L’indennità parlamentare dei deputati é pari a 5mila euro di media ma, fanno osservare fonti della Camera, per effetto delle addizionali regionali e comunali può scendere fino a 4.900 euro. Le stesse fonti indicano che in Francia il netto percepito dai deputati è pari a 5030 euro, in Germania 5.100, in Austria 5.400, in l’Olanda 4.600.

GIOVANNINI:’TAGLI? DIFFICILE RAFFRONTO CON UE’ – Enrico Giovannini, presidente dell’Istat e curatore del lavoro sui costi dei parlamentari in Europa spiega al Tg1 che ha incontrato diverse difficoltà. “In primo luogo è molto diverso il modo con cui il costo complessivo di un parlamentare viene calcolato. L’indennità base può essere più alta, ricordiamo che parliamo di importi lordi, poi la tassazione può determinare variazioni mentre, per le altre spese, i parlamentari italiani hanno compensi inferiori soprattutto sono inferiori quelli per i collaboratori”. Giovannini spiega quindi che questi parametri “non possono essere utilizzati in modo aritmetico, cioé automatico” per determinare i tagli da apportare. “D’altra parte – spiega – i presidenti di Camera e Senato hanno chiaramente indicato che, proprio in questo mese, utilizzeranno questi dati per entrare nel dettaglio e fare delle nuove proposte. La nostra evidenza mostra le differenze e quindi sono sicuro che queste differenze verranno utilizzate per prendere le decisioni”. Altro punto dolente dell’analisi della commissione é quello della selva di enti, commissioni Garanti che agiscono in Italia. “Sono oltre 31 le tipologie di enti, compresi anche le Province, i Comuni, le Regioni che noi dobbiamo prendere in considerazione e qui la differenza è ancora maggiore, ci sono ad esempio alcuni enti in Italia, pensiamo al Consiglio Superiore della Magistratura, che non hanno eguali in altri Paesi, oppure ci sono enti che, formalmente hanno lo stesso titolo, ma che, in realtà, svolgono funzioni molto diverse. Per questo la Commissione sta ancora lavorando, abbiamo tempo fino al 31 marzo, per dare i risultati definitivi”.

SCHIFANI: DECIDERA’ CONSIGLIO PRESIDENZA – Renato Schifani ha inviato il rapporto della commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari ai capigruppo di Palazzo Madama, auspicando che essi discutano a facciano proposte. Queste saranno trasmesse al Consiglio di Presidenza, “unico organo deputato a discutere in tema di status del parlamentare”. Il presidente del Senato Renato Schifani, in una lettera ai gruppi di Palazzo Madama, lamenta il fatto che il documento della commissione Giovannini è stato “provvisoriamente acquisito dal sito del Dipartimento della funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale” al Senato da parte del governo.

MALAN.BENE SCHIFANI,STOP A DEMAGOGIA – “La lettera del presidente Schifani ai capigruppo è il modo migliore per rispondere alla relazione provvisoria della commissione Giovannini, e anche alle letture parziali e false che ne sono state fatte”. E’ quanto dice Lucio Malan (Pdl), segretario di Presidenza del Senato. “Coinvolgere i gruppi e dunque tutti i senatori – senza scomposte iniziative demagogiche e fuorvianti – è la via maestra di un organo democratico per eccellenza e il lavoro fatto in questi tre anni e mezzo di legislatura lo conferma, arrivando portare il trattamento economico a livelli inferiori di circa un quarto, in termini reali, rispetto a sette anni fa, oltre al passaggio immediato al sistema contributivo per i vitalizi. Se l’intera spesa pubblica avesse avuto lo stesso andamento oggi parleremmo di come usare il surplus di bilancio e non dei sacrifici per arrivare faticosamente al pareggio”, spiega. “I provvedimenti che prenderemo non hanno nulla a che fare con la menzogna secondo la quale i parlamentari italiani prenderebbero più di tutti gli altri colleghi europei, menzogna palesemente sbugiardata dalla relazione Giovannini”.

BERSANI, CAMBIAMO, MA BASTA TITOLI INGIUSTI - “Modifichiamo il sistema, ma non pubblichiamo titoli che non rendono giustizia alla condizione reale dei parlamentari italiani, che hanno accumulato privilegi, ma non così disastrosamente differenti” rispetto a quelli dei loro omologhi, “altrimenti sembra che i parlamentari siano la causa di tutti i mali …”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani in un’intervista a SkyTg24. “Andiamo avanti – afferma – ma senza creare una situazione che approfondisce il distacco già profondissimo tra politica e cittadini”.

DI PIETRO, ORA ABOLIAMO PRIVILEGI - “Adesso è anche scritto, nero su bianco, nel lavoro della Commissione Giovannini: i parlamentari italiani sono quelli con i privilegi più alti d’Europa. Cosa aspettiamo a tagliarli? Perché quando si tratta di far pagare i pensionati, i lavoratori e le classi più povere, il Parlamento trova subito l’accordo trasversale (come nell’ultima manovra), mentre quando si tratta di tagliare i propri privilegi, deve aspettare gli esiti di una ‘commissione’?”. Lo scrive sul suo blog il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Che senso ha stare in Europa se un parlamentare spagnolo guadagna 2200 euro al mese – spiega – e va in pensione come tutti gli altri cittadini, mentre quello italiano è una sorta di alieno rispetto ai suoi elettori? Bene, noi ci abbiamo provato e ci riproveremo ancora, in Parlamento, a presentare una proposta per tagliare i costi della Casta, e questa volta non riusciranno a farla franca. Il Parlamento non potrà trovare scuse per non votare i tagli ai suoi privilegi, come ha fatto quando l’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione dei vitalizi dei deputati: 22 sì (tutti dell’IdV) e 498 no (tutti gli altri)”.

giovedì 12 gennaio 2012

Pensare finalmente alla nostra città...ma quando sorriderà nuovamente?

Ho attraversato tutta la mia città, l’ho scrutata, vedo la gente che soffre.
Soffre per il lavoro che non c’è, per la casa che non ha. Siamo a Palermo, quella città una volta piena di felicità, di sorrisi.
Oggi il rimpianto di una moltitudine di cittadini che, per le delusioni subite, non l’amano più, deturpata dallo stesso governo.
Mi giro, osservo un Ponte, in “via Oreto”, che copre un fiume pieno di detriti malvagi, sfregio creato dall’uomo che in un attimo può tradirlo e distruggersi, distruggendo anche l’uomo stesso che lo ha costruito.
Vedo tante crepe, lesioni; molta gente vede tutto questo, anche chi deve provvedere alla salvaguardia della popolazione stessa. Passa, invece, il tempo solo a parlare; ma di fare non se ne parla.
Molte volte apprendiamo dai notiziari disgrazie che accadono; persone che muoiono soltanto per l’incoscienza di chi non si occupa del proprio ruolo.
Abitudine, però, vuole che si dimentichino poco dopo.
Quando sorriderà di nuovo la nostra città?






Di Carlo Adriana

mercoledì 11 gennaio 2012

!!!!!LE BANCHE !!!! ?????

L’altra sera nella trasmissione di Porta a Porta sentendo parlare di come le Piccole e Medie Imprese non riescano ad avere risposte concrete dal governo,facevo delle riflessioni che vi pregherei di condividere.
Le banche sono aziende come tutte le altre, il loro scopo è quello di fare utili di non rischiare i propri capitali è quello degli investitori privati, quindi è normalissimo che prendano... liquidità dalla BCE ad un tasso del 1% circa per acquistare Buoni dello Stato con rendimento del 7% circa,alla faccia della Banca D’Italia che dichiarò, noi vigileremo che questi soldi vegano imparte rigirati sulle PMI. Loro ( le banche ) comunque sia hanno un muro formidabile per giustificare sempre il loro operato,un muro di cemento armato che si chiama BASILEA 2/3. Come si possono aiutare le PMI che in questo periodo non sono sicuramente in linea con i parametri di BASILEA ?
Altro grosso problema le amministrazioni pubbliche pagano con forte ritardo,alla faccia delle direttive Europee che impongono tempi e modi precisi che vanno dai 30gg ai 60gg. Le PMI come possono difendersi da questo problema ? Agire nei loro confronti ( A.P. ) comporta diversi problemi,tempi di riscossione per via delle procedure legali, in diversi casi pignoramenti bloccati per legge dello stato, aumento dei costi di gestione e interessi. Tutto ciò si trasforma nella difficoltà di non riuscire ha fare fronte ai doveri verso lo Stato nei tempi e nei modi dovuti.
Cosi facendo le PMI potrebbero essere nelle condizioni di non poter pagare il DURC, giustificando il blocco dei pagamenti, autorizzando malgrado ciò EQUITALIA ad azionare le procedure di recupero,tutto questo lo sanno anche le BANCHE ,facendo rientrare dette problematiche nella valutazione della azienda e dell’accesso al credito ( BASILEA ).
Da una piccolissima analisi (senza toccare altre tematiche), si evince che le PMI il quale rappresentano la spina dorsale economica e finanziaria del nostro paese, rischia di subire un tracollo verticale trascinandosi dietro il PIL, con relativo impoverimento delle famiglie e del popolo Italiano.

lunedì 9 gennaio 2012

LE FAVOLE DEL PROF. MONTI

L'italiano è facile da governare, basta dargli in pasto una categoria sociale al giorno e la sua fame si sazia. E' la strategia della disattenzione. Gli gridi "Guarda un asino che vola!" e lui punta il naso verso il cielo. Monti ha, giustamente, detto che "Le mani in tasca agli italiani le mettono gli evasori". Non ha spiegato però chi ha generato il debito pubblico di 1.900 miliardi di euro e a cosa sono serviti quei denari. Ce lo dica Monti! Ci dica chi e come ha messo le mani sulla ricchezza dell'Italia per mantenere la partitocrazia e le lobby e ci spieghi anche dov'era lui in questi lunghi vent'anni di silenzio. Ci vuole un pubblico processo per questa gentaglia che ha rovinato l'Italia. Rigor Montis non ha ritenuto di ricordare i 98 miliardi di eurodi presunto danno erariale da parte delle concessionarie di slot machine. E neppure perché i contribuenti hanno sul groppone un miliardo di euro dato come finanziamento ai partiti nonostante un referendum, e non ha menzionato gli evasori totali condonati con lo Scudo Fiscale con un 5%. Chi sono questi signori? I contribuenti onesti vorrebbero saperlo, hanno il diritto di saperlo. FUORI I NOMI!
Le grandi manovre sulle piste da sci e nei bar di Cortina sono l'asino che vola. Come se non fosse sufficiente, ad esempio, incrociare i dati dei contribuenti con quelli della proprietà di un Suv al computer senza trasformare i finanzieri in uomini delle nevi. Ma chi volete prendere per il culo? Il gioco è palese. Mettere le categorie sociali una contro l'altra. I ricchi contro i poveri, i giovani contro i pensionati, i disoccupati contro i dipendenti statali. E mentre gli italiani guardano le nuvole, gli imprenditori e gli operai si suicidano in silenzio. A cosa sono serviti i soldi versati all'INPS? Dove sono finiti i versamenti degli italiani che in pensione non ci andranno mai? A coprire le perdite della Fiat attraverso la cassa integrazione? Ilboccalone italiano si deve dimenticare dei politici, dei partiti, delle loro ruberie (ricordo che i condannati in via definitiva sono ANCORA in Parlamento a percepire un grosso stipendio), della corruzione, delle mafie che controllano metà del Paese, del pesce che puzza dalla testa. E di banche non parla nessuno, sono gigli di campo, non hanno responsabilità dello sfascio, di decine di migliaia di investitori sul lastrico. Meglio accanirsi sull'albergatore e sul barista. I concessionari di beni pubblici, come Benetton per le autostrade, vengono invece lodati e ingrassati con gli aumenti di Capodanno a spese di chi lavora. Le concessioni statali, tutte le concessioni, devono tornare a essere gestite dallo Stato, a produrre utili per i cittadini italiani che le hanno strapagate in decenni di tasse, non vanno regalate ai privati. Ma Monti, questo, come Alice, non lo sa.
Ehi! "Guardate l'asino che vola", non disturbate il manovratore. E conservate lo scontrinoall'uscita del bar e il pagamento del bollo dell'auto di dieci anni fa, con le mani bene in tasca, mi raccomando!

domenica 8 gennaio 2012

Morta per overdose chemio.Ancora mala santità

 - La Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn del Senato avvierà un’inchiesta sul tragico errore che a Palermo ha causato il decesso di una giovane donna per una dose eccessiva di chemio terapia.  preannunciando che “il nucleo dei Nas afferente alla Commissione avvierà un’istruttoria per raccogliere ogni elemento di informazione utile a ricostruire l’accaduto”. “Siamo di fronte  – ad un errore tragico ed inaccettabile

venerdì 6 gennaio 2012

ORA BASTA!!!!!

Sicilia e il treno chiamato desiderio


treno
Oggi, sul corriere.it leggo di un’impietosa inchiesta sull’intero Sud e in particolare sulla Sicilia. Leggendo, oltre a farmi “arrizzare i carni”, mi sono domandato: “Ma i politici meridionali e quindi anche siciliani, sono strabici o colpiti da ipoacusia, ovvero non ci sentono e non vedono, oppure dormivano?”
Dai dati emerge che mentre nel 1975, per raggiungere Palermo da Roma ci volevano 10 ore e 26 minuti, ora ce ne vogliono 11. Ossia ben quattro volte, il tempo necessario per raggiungere Milano da Roma.
Ma in compenso, abbiamo la prosopopea di voler costruire l’opera faraonica che sbalordirà il mondo intero, il ponte di Messina. Si dimentica di dire che ancora oggi abbiamo tratte ferroviarie ad un solo binario e talmente vetuste che persino i Mille di Garibaldi le usarono. Un po’ di sana ironia

lunedì 2 gennaio 2012

Perchè la Liguria si, e nel Messinese no

«Il governo assicuri anche alle popolazioni del messinese colpite nei mesi scorsi dalle alluvioni i benefici previsti in caso di calamità naturali, così come concesse alla Liguria». ,  dopo avere constatato che il decreto mille proroghe non prevede per gli alluvionati della provincia di Messina gli stessi benefici – dalla sospensione dei tributi, allo stop del pagamento delle rate dei mutui – degli altri cittadini italiani colpiti dalle medesime devastazioni.

giovanni

ciao

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