lunedì 28 novembre 2011


La Consulta boccia lo Statuto A Roma due beni sic

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28 novembre 2011 - Ci risiamo. In linea con quanto avviene da 50 anni a questa parte la Corte Costituzionale ha rigettato un ricorso della Regione siciliana che lamentava la violazione dello Statuto siciliano.
In questo caso i legali di Palazzo d’Orléans lo scorso marzo avevano promosso conflitto di attribuzione nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri, in relazione al decreto direttoriale del Ministero della difesa 8 settembre 2010, n. 13/2/5/2010, per violazione degli artt. 32 e 33 dello statuto della Regione siciliana.
Il decreto impugnato individua, al fine del trasferimento al patrimonio disponibile dello Stato, gli immobili in uso all’Amministrazione della difesa, da assoggettare a procedure di alienazione, permuta, valorizzazione e gestione. Nell’elenco però, tra i tanti beni ubicati in Sicilia, figurano anche il Faro Capo Mulini di Acireale e l’ex carcere militare di Palermo, che, in quanto beni d’interesse storico-artistico, erano stati già inseriti nell’elenco dei beni da trasferire alla Regione siciliana, approvato dalla Commissione paritetica nella seduta del 30 settembre 2010 e poi trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri.


Secondo la difesa regionale, come si legge nel ricorso, quest’ultima circostanza sarebbe indicativa del «convincimento anche dei rappresentanti di parte statale della spettanza alla Regione dei suddetti beni», per i quali è venuto meno l’uso a fini militari.
La Regione sostiene, insomma che, ai sensi dell’art. 32 dello statuto della Regione siciliana, i beni del demanio statale – una volta venuta meno la condizione impeditiva dell’utilizzo per i fini istituzionali della difesa nazionale o per servizi di carattere nazionale – entrano «in ogni tempo a far parte del demanio della Regione». Ciò sarebbe stato confermato dalla Corte costituzionale in pronunce relative a norme di altri statuti speciali. Né potrebbe giungersi ad una diversa conclusione sulla base dell’art. 33 dello statuto siciliano, il quale assegna al patrimonio della Regione i beni non demaniali dello Stato «oggi esistenti nel territorio della Regione».
Non è così per la Corte Costituzionale secondo cui, e ti pareva, il ricorso è inammissibile. Perché? Si legge nella sentenza numero 319 del 2011 depositata il 21 novembre scorso che: “Questa Corte, con giurisprudenza consolidata, ha ritenuto che siano estranee alla materia dei conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni le controversie circa la titolarità di un bene, «che non coinvolgano, neppure mediatamente, l’accertamento della violazione di norme attributive di competenza di rango costituzionale». E amen.

domenica 27 novembre 2011


Cammarata: "Tangenti? Fatto gravissimo"


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25 novembre 2011 - ”L’arresto di tre dipendenti comunali coinvolti in una vicenda di mazzette è un fatto gravissimo che arreca non solo un danno materiale all’amministrazione ma anche un danno evidente all’immagine della grande maggioranza di dipendenti onesti che quotidianamente fanno il loro dovere con scrupolo e nella piena osservanza della legge”.
Così il sindaco di Palermo Diego Cammarata commenta l’inchiesta sulle tangenti negli uffici comunali. ”Siamo naturalmente a fianco della magistratura e speriamo che l’indagine faccia al più presto piena luce sugli illeciti perpetrati a danno del Comune e della città – aggiunge -. I fatti sono gravissimi”.
Il sindaco ha disposto un’indagine interna per verificare quali fossero le competenze degli arrestati nel settore in cui svolgevano il loro lavoro e per scoprire se all’interno dell’ufficio erano emerse circostanze che destavano sospetti e sulle quali non sono stati fatti gli approfondimenti necessari.


La Padania contro il Sud

Padania
27 novembre 2011 -
Oggi le regioni meridionali hanno avuto “l’onore” di occupare una intera pagina, la numero 8, di un giornale “importante”: la Padania.(Sud_un_pianto_da_Magna_Grecia)
Certo è curioso che un quotidiano con quel nome si occupi di fatti meridionali. Ma tant’è. Evidentemente il Sud Italia è fonte di ispirazione anche per la gente del Nord. E come stupirsi?


Ma di che articolo si tratta? Vuoi vedere che questi finalmente hanno capito come fare una seria analisi politico-economica? Nient’affatto. Questi signori hanno preso uno studio di Confartigianato che scopre l’acqua calda: il Sud è meno sviluppato del Nord, in termini economici, si intende.
La Padania arricchisce il tutto con termini quali: la zavorra del mancato sviluppo del Sud, la presenza atavica della criminalità, la scarsa qualità degli insegnanti e così via, in un crescendo di epiteti denigratori. Senza mai spiegare e approfondire nulla. Pare che i leghisti della Padania, infatti, non amano leggere i libri di storia e neanche quelli di economia.
Quello che i partigiani nordisti non spiegano è perché questo succede. Ad esempio riportano il dato secondo cui nel 1998 il pil delle regioni meridionali era superiore alla media dei venti territori più poveri d’Europa. In 10 anni il pil di questi territori è cresciuto del 119% quello del meridione solo del 29%. E come mai? La Padania non ci tiene a spiegarlo.
Perché dovrebbe dire che mentre in questo lasso di tempo gli altri Stati europei investivano risorse sostanziose per chiudere i gap interni al loro territorio, l’Italia ignorava il problema e continuava a privilegiare una politica nordista.
Dice la Svimez, ad esempio, che i governi nazionali da decenni hanno deciso di concentrare la spesa pubblica al Nord e tagliarla a Sud. Dice sempre la Svimez che c’è stata un ‘età dell’oro del Sud Italia e che vedi caso, era figlia di una seria ed equa politica di sviluppo.
Che dire poi agli amici della Padania che scrivono di come gli effetti della crisi siano stati più pesanti al Sud? Magari se i fondi Fas, destinati per legge alle aree meridionali, fossero stati spesi al Sud invece che al Nord, saremo riusciti a fronteggiare meglio la crisi. Più di 26 miliardi di euro dirottati alle regioni settentrionali. Un bell’affare no?
Ci dicono anche che il livello di infrastrutture è carente al Sud. Davvero? Come mai? C’entra il fatto che i governi a trazione nordista hanno preferito farle al Nord? Chissà.
Ci dicono anche che il livello di preparazione dei nostri insegnanti è inferiore. Non rispondiamo. Scherziamoci sopra ricordando che quando nel Mezzogiorno d’Italia si discuteva dei paradossi di Zenone al Nord andavano in giro vestiti di pelli di animali e il loro passatempo era arrampicarsi sugli alberi.
Letto l’articolo, insomma, si svela l’arcano: continua la campagna di denigrazione nei confronti del Mezzogiorno da parte di un giornale che fa riferimento ad un partito in profonda crisi. La Lega Nord, ormai, è in caduta libera. Maroniani contro bossiani, una base in rivolta che non perdona ai vertici l’esperienza disastrosa dell’alleanza con il governo Berlusconi, e per finire una costola che si stacca per dare vita all’Unione padana.
Pare proprio che i leghisti invece di guardare ai problemi di casa loro, peferiscano distrarsi e puntare i loro cannoni contro il nemico di sempre: il Sud. Che per inciso, di loro farebbe volentieri a meno. Anche perché ormai è una dato acquisito che l’Unità d’Italia di certo non è stato un buon affare per i meridionali.
giovanni

martedì 22 novembre 2011

Il ministro Cancellieri 'debutta' a Palermo

    
ministro cancellieri
22 novembre 2011 - Il nuovo ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri si presenta e la sua prima uscita pubblica sarà nella “sua” Sicilia , a Palermo: «Venerdì – annuncia – sarò a Palermo per incontrare i prefetti siciliani ed aprire la sede distaccata dell’Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata. Ci sarà attenzione da parte nostra a questo problema, è una grande sfida».
Ex prefetto di Catania e commissario straordinario del Teatro Bellini oggi si è presentata. Ha chiesto un’auto italiana e ha preso posizione sulla ‘grana’ del Consiglio di Stato che ha azzerato il piano nomadi dell’ex ministro del’Interno Roberto Maroni. «È una delle nostre priorità, la sentenza sta sul mio tavolo e presto faremo qualcosa». Quanto ai tagli alle forze dell’ordine, aggiunge, «ho già parlato con il capo della polizia, Antonio Manganelli e presto ascolteremo le istanze dei sindacati». Sul fronte dell’ordine pubblico assicura che la Tav «si farà, non si può tornare indietro, ma auspico che il clima si rassereni».


Nel Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, prosegue, «ci sarà probabilmente la nomina dei sottosegretari. Credo che per l’Interno ce ne vogliano almeno due, vista la vastità di competenze che abbiamo». Il nuovo ministro non si sbilancia comunque sui provvedimenti da attuare, dall’immigrazione («conosco bene la questione») all’ordine pubblico. «Voglio – riferisce – studiare ed approfondire i problemi prima di parlarne».
Ci tiene poi a sottolineare il suo profilo di tecnico. «Noi – sottolinea – non dobbiamo avere una linea politica, non siamo stati eletti, io non ho un partito alle spalle nè un programma politico da illustrare. Farò quindi il mio dovere, allo stesso modo di quando sono stata chiamata a fare il commissario: sono qui per servire il Paese». Segnala quindi un altro elemento di discontinuità rispetto al Governo precedente.
«Credo – rileva – che il Paese si aspetti da noi un comportamento sobrio, siamo qui per dare risposte concrete, non per fare annunci. Siamo però pronti ad ascoltare tutti. Nei prossimi giorni intendo incontrare gli ex ministri dell’Interno: il loro bagaglio di esperienze sarà utile».
Il ministro si dice inoltre disposta a contribuire personalmente ad alleviare finanze in rosso del Paese, dicendosi «favorevole» alla proposta di ricevere lo stipendio in Bot. Cancellieri entra poi nel privato, ricordando di essere giornalista pubblicista. «Ho fatto per anni – spiega – il capo ufficio stampa della prefettura di Milano e so quindi quanto è importante ascoltare le istanze dei media».
Quanto alle donne, osserva, «non sono nemica delle quote rosa, ma vorrei che arrivassimo al punto di poter scegliere le persone, maschi o femmine che siano, in base alla bravura ed alla competenza. So comunque per esperienza – aggiunge – cosa vuole dire dover conciliare lavoro e famiglia. Per fortuna io ho avuto un marito che mi ha sempre aiutato».

venerdì 18 novembre 2011


Palermo, giro di usura Denunciati 2 filippini

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18 novembre 2011 - Prestavano soldi a propri connazionali in difficoltà economiche, chiedendo un tasso di interesse spropositato. Un giro di usura ricolto a immigrati filippini è stato scoperto a a Palermo dalla Guardia di finanza che ha fermato una donna filippina e denunciato a piede libero un suo connazionale.
I due, entrambi di 59 anni, abitano nel quartiere del Borgo vecchio. L’indagine era stata avviata nel febbraio scorso dopo una denuncia presentata da un’immigrata. Gli strozzini, mettevano le loro vittime in un forte stato di soggezione psicologica, anche ritirando i loro passaporti al momento dell’erogazione dei prestiti, a titolo di garanzia.
Nell’appartamento dei due indagati e’ stata sequestrata documentazione relativa alle dazioni di danaro e agli relativi interessi percepiti. La contabilità è datata 2009 e 2010, e riporta per ciascun mese, nomi, capitali erogati ed interessi riscossi.


I due filippini da oltre 13 anni lavoravano come domestici nella casa di un noto professionista palermitano, dove nella stanza in uso ai due sono stati rinvenuti dai finanzieri denaro contante per 35.300 euro gioielli in oro per un valore di circa 30 mila euro, moneta filippina (peso) e certificati di deposito detenuti presso la banca nazionale di Manila per un totale, in controvalore, di 63mila euro, numerosa documentazione di money transfer attestante l’invio di denaro nelle Filippine, con cadenza mensile, a partire dal 2005, la contabilità dei prestiti erogati nel 2011, e alcuni passaporti di cittadini filippini.
Tra i casi ricostruiti, quello di una donna che si era indebitata perchè la figlia, che non vedeva da due anni, si era gravemente ammalata nelle Filippine, dove non aveva potuto rientrare perche’ provata del passaporto dai due usurai, che chiedevano il 60% annuo di interesse. In totale, gli strozzini hanno movimentato circa 130 mila euro con un introito di oltre 80 mila . I due indagati, peraltro, non hanno mai dichiarato alcun reddito al fisco

“Il Sud raggiungerà il Nord tra più di duecento an

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18 novembre 2011 - “La questione meridionale è una questione all’interno della più ampia questione italiana, con il Sud che deve agganciare movimenti ascendenti di business, per cui è naturale uno sguardo al Mediterraneo del Sud”.
E’ quanto sostenuto da Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, nella sua analisi della questione meridionale all’interno dello studio ‘Italia, Sud, Mediterraneo: dinamiche economiche’.
Per Bella “senza risolvere la questione meridionale le probabilità che l’Italia intera ritrovi la strada della crescita adeguata alle attese dei suoi cittadini sono veramente ridotte

giovedì 17 novembre 2011

Bella cosa anno fatto a Siracusa

Salute e ambiente in Sicilia Il convegno a Siracusa

    
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15 novembre 2011 - Due giorni di studio e confronto sulla situazione ambiente-salute in Sicilia e sulla messa a punto dei Piani di risanamento delle Aree a rischio di crisi ambientale di Augusta-Priolo-Siracusa, Gela e Milazzo-Valle del Mela. Un tema su cui si confronteranno esperti del settore, anche internazionali, nel corso del convegno “Salute e Ambiente in Sicilia: esperienze e prospettive” in programma giovedì 17 e venerdì 18 novembre, nella sala del Grand Hotel Minareto di Siracusa.
Previsti gli interventi del governatore Raffaele Lombardo (giovedì) e dell’assessore regionale al Territorio e ambiente, Sebastiano Di Betta (venerdì).
Ad organizzare l’evento lo “Sportello unico per le Aree ad elevato rischio di crisi ambientale, Agenda 21 e Amianto” della Regione Siciliana e l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Giovedì 17, alle 11,00, sarà il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ad aprire i lavori presieduti da Benedetto Terracini

Le proteste a palermo

Il problema Fiat


Fiat, rebus mobilità


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17 novembre 2011 - Senza un accordo definitivo sul futuro del polo industriale di Termini Imerese e soprattutto con il ‘nodo’ da sciogliere della mobilità, torna a riunirsi stamattina l’assemblea dei metalmeccanici nello stabilimento Fiat termitano.
Per quanto riguarda la mobilità, ieri il Lingotto ha dato la sua disponibilità, ma ha posto la condizione di rivedere le tabelle di riferimento: “Sono state sempre usate – spiega Vincenzo Comella, segretario provinciale della Uilm - le stesse ogni volta che si è fatto ricorso alla mobilità in tutte le fabbriche di Fiat ma ora l’azienda chiede di rivederle. Evidentemente pensano di far leva sul basso potere contrattuale dei lavoratori 

Tensioni alla regione Sicilia


Gesip: presidio a oltranza davanti la Regione

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17 novembre 2011 - Su iniziativa delle rappresentanze aziendali della Gesip, dal 21 al 24 novembre sarà realizzato
un presidio permanente davanti alla sede della Regione siciliana a Palermo per sollecitare anche il governo regionale sulle criticità dell’azienda.
La manifestazione si affiancherà alla fiaccolata in programma giovedì prossimo. Inoltre nella giornata del 25 si terrà un ulteriore momento di protesta che sembrerebbe configurarsi con un’astensione dal lavoro.
“La Uiltucs – spiega il segretario regionale Pietro La Torre – ritiene che tutte le iniziative rappresentano certamente un contributo. Ma auspichiamo che si possa mantenere un clima costruttivo, fermo restando che la titolarità dei soggetti abilitati alla vertenza rimangono i lavoratori e le legittime organizzazione sindacali di rappresentanza. Auspichiamo che non si manifestino atteggiamenti di prevaricazione e di violenza da cui non si potrà che prendere
le dovute distanze”.

Anche a Miccichè piace il professore monti

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17 novembre 2011 - “Monti e Napolitano hanno dato una lezione alla politica, hanno fatto un buon governo che può fare le cose bene”. E’ il giudizio espresso dal leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, che in un’intervista al quotidiano “La Stampa” si dice di non essere preoccupato dal fatto che il nuovo esecutivo sia a “trazione nordista”.
Non c’è la Lega – aggiunge – era la sua presenza ad essere cancerogena. Il problema non è che ci siano uomini del Nord al governo, ma uomini del Nord che odiano il Sud, mentre Barca adora il Sud, così come Passera”.
Miccichè esprime soddisfazione per la nomina di Fabrizio Barca a ministro della Coesione territoriale. “Mi fido di lui, è bravissimo. E’ stato mio capo di dipartimento quando ero io ministro dello Sviluppo e coesione territoriale, un ministero che sono contento sia stato ricostituito

il governo Monti

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17 novembre 2011 - “Credo sia chiaro che questo governo nasce sulla linea che ha delineato il Presidente della Repubblica quando è venuto a Palermo. Chi pensava di portare avanti l’idea di un Paese dove il nord è ancora più ricco ed il sud è ancora più povero, per fortuna è andato a casa”.
Non lo nomina neanche ma non le manda certo a dire all’ex ministro Tremonti, l’assessore regionale all’economia, Gaetano Armao interpellato dai giornalisti a Catania in occasione della presentazione di ‘Expobit’, sul nuovo esecutivo nazionale. “Questo governo nasce, invece, con la linea di coesione per rendere questo Paese competitivo per superare la crisi. Conosco il ministro Barca – ha osservato- che è competente alla coesione e sono convinto che sia per la sua cultura che per le sue idee saprà portare avanti un approccio totalmente diverso rispetto al federalismo e rispetto al rapporto tra il nord e il sud. Un rapporto – ha infine ribadito Armao- che deve essere di dialogo e di rafforzamento per l’italia. Solo cosi potremo superare una crisi che altrimenti ci avrebbe visto soccombere…”.

Il nuovo esecutivo

buon lavoo al professore Mario Monti

martedì 15 novembre 2011

la Responsabilità nessuno la vuole

La sinistra non vuole la responsabilità, la destra a fatto un passo in dietro il polo vuole un governo tecnico e noi li paghiamo pure??? che vergogna e il fallimento politico italiano

giovanni

ciao

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