La Padania contro il Sud
di BlogSicilia

Oggi le regioni meridionali hanno avuto “l’onore” di occupare una intera pagina, la numero 8, di un giornale “importante”: la Padania.(Sud_un_pianto_da_Magna_Grecia)
Certo è curioso che un quotidiano con quel nome si occupi di fatti meridionali. Ma tant’è. Evidentemente il Sud Italia è fonte di ispirazione anche per la gente del Nord. E come stupirsi?
Ma di che articolo si tratta? Vuoi vedere che questi finalmente hanno capito come fare una seria analisi politico-economica? Nient’affatto. Questi signori hanno preso uno studio di Confartigianato che scopre l’acqua calda: il Sud è meno sviluppato del Nord, in termini economici, si intende.
La Padania arricchisce il tutto con termini quali: la zavorra del mancato sviluppo del Sud, la presenza atavica della criminalità, la scarsa qualità degli insegnanti e così via, in un crescendo di epiteti denigratori. Senza mai spiegare e approfondire nulla. Pare che i leghisti della Padania, infatti, non amano leggere i libri di storia e neanche quelli di economia.
Quello che i partigiani nordisti non spiegano è perché questo succede. Ad esempio riportano il dato secondo cui nel 1998 il pil delle regioni meridionali era superiore alla media dei venti territori più poveri d’Europa. In 10 anni il pil di questi territori è cresciuto del 119% quello del meridione solo del 29%. E come mai? La Padania non ci tiene a spiegarlo.
Perché dovrebbe dire che mentre in questo lasso di tempo gli altri Stati europei investivano risorse sostanziose per chiudere i gap interni al loro territorio, l’Italia ignorava il problema e continuava a privilegiare una politica nordista.
Dice la Svimez, ad esempio, che i governi nazionali da decenni hanno deciso di concentrare la spesa pubblica al Nord e tagliarla a Sud. Dice sempre la Svimez che c’è stata un ‘età dell’oro del Sud Italia e che vedi caso, era figlia di una seria ed equa politica di sviluppo.
Che dire poi agli amici della Padania che scrivono di come gli effetti della crisi siano stati più pesanti al Sud? Magari se i fondi Fas, destinati per legge alle aree meridionali, fossero stati spesi al Sud invece che al Nord, saremo riusciti a fronteggiare meglio la crisi. Più di 26 miliardi di euro dirottati alle regioni settentrionali. Un bell’affare no?
Ci dicono anche che il livello di infrastrutture è carente al Sud. Davvero? Come mai? C’entra il fatto che i governi a trazione nordista hanno preferito farle al Nord? Chissà.
Ci dicono anche che il livello di preparazione dei nostri insegnanti è inferiore. Non rispondiamo. Scherziamoci sopra ricordando che quando nel Mezzogiorno d’Italia si discuteva dei paradossi di Zenone al Nord andavano in giro vestiti di pelli di animali e il loro passatempo era arrampicarsi sugli alberi.
Letto l’articolo, insomma, si svela l’arcano: continua la campagna di denigrazione nei confronti del Mezzogiorno da parte di un giornale che fa riferimento ad un partito in profonda crisi. La Lega Nord, ormai, è in caduta libera. Maroniani contro bossiani, una base in rivolta che non perdona ai vertici l’esperienza disastrosa dell’alleanza con il governo Berlusconi, e per finire una costola che si stacca per dare vita all’Unione padana.
Pare proprio che i leghisti invece di guardare ai problemi di casa loro, peferiscano distrarsi e puntare i loro cannoni contro il nemico di sempre: il Sud. Che per inciso, di loro farebbe volentieri a meno. Anche perché ormai è una dato acquisito che l’Unità d’Italia di certo non è stato un buon affare per i meridionali.
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