sabato 17 marzo 2012

Al via la corsa a Palazzo delle Aquile primo confronto tra i candidati a sindaco

Palermo è una città allo sfascio. Finora ci siamo fidati della politica con la p maiuscola - ha detto Miccichè Giovanni introducendo il dibattito - adesso vogliamo essere presenti in prima persona. La città è allo sfascio, e noi non possiamo restare spettatori inerti di questo declino”. Un impegno che va al di là della frasi fatte, Nessun nome, per adesso. “ Ma e’ una nostra punta di diamante che saprà guidare un assessorato determinante per lo sviluppo e per le imprese tutte della città”, ha spiegato aggiungendo che è “da considerare come un tecnico prestato alla politica”. Questa ‘punta di diamante’, “la mettiamo a disposizione di chi accetterà il nostro programma” ha proseguito Giovanni Miccichè auspicando che la prossima Giunta “abbia assessori più tecnici che politici”. La proposta è stata accettata dai candidati a sindaco ad eccezione di Aricò. Il vincitore delle primarie, Ferrandelli ha rinnovato l’impegno assunto “mesi fa quando ho scritto una lettera alla vostra associazione chiedendo un percorso comune. Bisogna passare dalla fase della appartenza a quella della competenza”. Massimo Costa ha annunciato invece che “la proposta sarà inclusa nel mio programma che presenterò il 21 marzo”. Anche Dragotto si è detto favorevole perché ”essendo un tecnico io non posso che sposare questo progetto”. D’accordo pure Marianna Caronia, che però ha chiesto di dare un primato alla politica: “L’assessore deve essere una figura politica che deve rispondere con responsabilità agli elettori – ha precisato – ma accanto a lui potrà lavorare una squadra di consulenti e di tecnici del settore”. Forti perplessità sono state espresse da Aricò perché prima di accettare “vogliamo capire chi sarà, valutarne le competenze per amministrare quell’assessorato fondamentale”. “Probabilmente, non mi attiro le simpatie di Confcommercio – ha aggiunto l’esponente finiano – ma da parte mia deve essere una posizione di serietà e lealtà”. Quello sull’assessore ‘offerto’ da Confcommercio non è stato l’unico motivo di ‘scontro’ tra Helg e Aricò. L’altro oggetto del contendere è nato dall’intervento del presidente di Confcommercio sulle privatizzazioni delle quote delle società partecipate del Comune. La necessità di privatizzare al più presto tutte le aziende palermitane “quelle appetibili come Amg e Gesap e le non appetibili, trovando come salvaguardare i lavoratori che non devono essere penalizzati”. Aricò ha replicato ribadendo la necessità di “privatizzare l’intero capitale delle società, non solo quello in mano al Comune perché altrimenti si tratterebbe di una redistribuzione delle quote sociali”. Faranno certamente discutere anche le dichiarazioni di Massimo Costa che ha denunciato di aver saputo “di candidati che promettono stabilizzazioni”. “ Attenti, il clima è difficile” ha ammonito l’ex presidente del Coni regionale perché “fare false promesse per guadagnare un voto non paga. Recuperiamo il senso di responsabilità. Il nostro problema non è 7 maggio ma il giorno dopo quello delle elezioni, l’otto maggio. Ho sentito di qualcuno che sta promettendo stabilizzazioni. E’ sbagliato”. Sollecitato dai giornalisti presenti a fare i nomi, Costa ha risposto: “non li so e non li voglio sapere”. Il candidato di Pdl, Udc e Grande Sud ha poi replicato a distanza al governatore Lombardo che ieri lo aveva definito ‘sleale’ per la sua apertura al partito di Berlusconi e Alfano. “Io non ho fatto accordi con nessuno” ha affermato Costa, sottolineando che “il documento a cui si riferisce Lombardo è pubblico ed è agli atti: c’è scritto ‘movimenti politici’”. “Per Lombardo prima ero il migliore – ha concluso – poi sono diventato il peggiore degli uomini il minuto dopo che ho dimostrato quel che sono. Allora, delle due, l’una: o diceva fesserie prima o le dice ora oppure le dice sempre

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giovanni

ciao

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