lunedì 26 dicembre 2011

Le mura di Palermo e la carica dei candidati

Palazzo delle Aquile1
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24 dicembre 2011 - Italia dei Valori lancia Sinnaco Ollando (Sindaco Leoluca Orlando), ma un altro del partito, Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale, scalpita. Di certo, allo stato dell’arte, c’è che Idv correrà da sola alle prossime elezioni. Fino ad oggi almeno è così.
Il Pd fa le primarie ma anche no; però di aspiranti candidati ne ha più di tutti. Anche perché agli aspiranti papabili del Partito democratico si aggiungono quelli delTerzo Polo, alleanza di partiti di cui il Pd fa parte. E anche Udc, Mpa e Fli fanno sentire la loro voce: ciascuno dei tre ha il proprio candidato, anche se il nome di ogni partito non è sempre lo stesso.

Il Pdl avrebbe un candidato: non si sa chi sia perché chiunque viene indicato dai giornali come possibile, subito si affretta a smentire di essere lui. Il Pid ne avrebbe uno ma senza l’investitura del partito: quindi fino ad oggi ha zero candidati. Grande Sud di Gianfranco Miccichè ne avrebbe uno ma ancora non c’è certezza neanche di questo.
I Grillini ad oggi ne hanno uno.  Poi ci sono gli indipendenti , come l’ex generale Antonio Pappalardo con il movimento civico ‘Melograno Mediterraneo’ e Gioacchino Basile conForza Nuova: loro pare al momento che resisteranno sino alle elezioni.  Questo il quadro aggiornato al secondo dei candidati alla poltrona di sindaco di Palermo. Mentre si scrive non ci sono altri nomi, apparentamenti, accordi elettorali. Non si esclude però che nel giro di qualche ora se non qualche minuto tutto sia modificato per poi, magari, essere cambiato di nuovo.  Insomma sino ad oggi i palermitani non hanno capito ancora chi si candida, con quali partiti, con quali alleanze. E’ tutto in movimento per usare un eufemismo.
Eppure, nonostante non ci sia niente di definito, già da tempo la città è invasa da manifesti elettorali. Il primo in ordine di tempo è stato Davide Faraone, deputato regionale del Pd, della corrente dei rottamatori di  Matteo Renzi, per essere precisi, che si è autocandidato alle primarie del partito (anche se ad oggi, si ribadisce, non si sa neanche se si faranno).
Poi ha fatto la sua apparizione Marianna Caronia del Pid, la cui faccia, da un mese circa, occhieggia dai cartelloni pubblicitari. Anche lei, fino ad oggi, corre da sola, senza il sostegno del suo partito né della coalizione di centrodestra : ha lanciato una sorta di referendum popolare per capire se i palermitani la vogliono come candidata. In sintesi un test elettorale prima della competizione vera e propria.
Ai loro manifesti si vanno aggiungendo altri meno conosciuti: consiglieri di circoscrizione, comunali che augurano buone feste. Un pensiero affettuoso non c’è che dire. Costoso certamente. Ma soprattutto un memorandum per il futuro: eccomi, ci sono e ci sarò probabilmente anche sulla scheda su cui fra qualche mese dovrai apporre una croce. Scheda che, stando alla pletora crescente di candidati a sindaco, si tradurrà in un lenzuolo, abbastanza ampio per contenere tutti gli aspiranti alla carica di primo cittadino di Palermo.
Di questa battaglia sui nomi, sulle liste, sulle alleanze si interessa più la stampa dei palermitani. Altri i problemi, altre le emergenze, altre le priorità. Tanto che un commento frequente sul tema è: ma che sono quanti i diavoli della Zisa?  Un detto che a Palermo si usa quando i conti non tornano e che deriva da una decorazione pittorica del palazzo arabo, in cui per un effetto ottico non si riesce mai a contare con esattezza quanti siano, appunto, i diavoli dipinti.
Ma a dare la misura del disinteresse verso tutto questo, è un altro commento, il  più ricorrente che si sente nei bar, vero termometro della sensibilità politica e sociale di tutte le città ma di questa ancora di più: “Cò tutti sti manifesti ci stanno già inchiappando (imbrattando) la città”.

1 commento:

  1. Non ne Possiamo più di vedere sempre i soliti registi della politiaca vecchia e antiquata

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giovanni

ciao

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